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Dissociazione

La dissociazione è un meccanismo psichico nel quale si verifica una separazione parziale o completa delle funzioni psichiche. Il termine designa l’opposto dell’associazione - invece di creare connessioni, vengono separati i nessi.

Attraverso un complesso processo psico-fisiologico si verifica una frammentazione di:

  • Coscienza e cognizioni
  • Affetti e comportamento
  • Memoria e identità
  • Percezione del sé e dell’ambiente
  • Sognare ad occhi aperti
  • Vagare con i pensieri
  • “Ipnosi da autostrada” (amnesia durante lunghi tragitti in auto sulla stessa strada)
  • Assorbimento in un libro o un film
  • Brevi sensazioni di estraneità in caso di sovraffaticamento

Nelle dissociazioni patologiche si verificano disturbi persistenti della funzione integrativa della coscienza. Dopo situazioni traumatiche compaiono cinque sintomi dissociativi principali (prevalenza 2-10%):

  1. Amnesia
  2. Depersonalizzazione
  3. Derealizzazione
  4. Incertezza dell’identità
  5. Cambiamento d’identità

Molte persone maltrattate fisicamente o sessualmente imparano a “uscire” mentalmente dal proprio corpo, a mettersi accanto a sé stesse, per soffrire il meno possibile.

Ciò che in origine serviva come meccanismo di protezione in una situazione traumatica può successivamente autonomizzarsi e diventare un problema.

Prendiamo l’abuso sessuale incestuoso: la crudeltà psichica inflitta a un bambino non è esprimibile a parole e sfugge alla nostra comprensione o immaginazione. Come dovrebbe un bambino affrontare qualcosa del genere?

Deve trovare una strategia per resistere a questo carico. Si presenta all’esterno: “Questo non succede a me, succede a qualcun altro.” Per farlo deve inventare nella fantasia altre persone a cui vengono inflitte queste crudeltà.

Queste vengono poi - quanto più frequenti e massicce sono le crudeltà - sempre più interiorizzate e formano aspetti scissi della propria personalità. Poiché il bambino vive la dissociazione come efficace, il cervello impara a ricorrere a questo meccanismo di difesa. La reazione dissociativa si consolida e viene utilizzata in modo sempre più naturale.

Si tratta di lacune della memoria riguardanti eventi di vita stressanti.

Forme di amnesia:

  • Generalizzata - riguardo a tutti gli eventi entro un determinato periodo di tempo
  • Localizzata - riguardo a eventi circoscritti
  • Selettiva - riguardo ad alcuni, ma non tutti gli eventi di un determinato periodo
  • Sistematica - in relazione ad aspetti o categorie di un evento
  • Acuta - con compromissioni talvolta considerevoli
  • Cronica - spesso nascosta

Frequenza: si presenta in circa il 10% della popolazione generale dopo eventi traumatici.

Si tratta dell’allontanamento improvviso e inaspettato della persona colpita dal suo ambiente abituale:

  • Amnesia per la situazione di vita personale e il passato
  • Parziale assunzione di un’altra identità
  • Comportamento apparentemente normale verso l’esterno
  • Dopo la fine dello stato, per lo più amnesia per il periodo

Si tratta di un quadro clinico piuttosto raro. Per lo più lo stato regredisce spontaneamente.

Le persone colpite sono immobili e tacciono senza reagire a stimoli ambientali o dolorosi. Anche qui sussiste dopo la remissione un’amnesia parziale o totale per lo stato.

Lo stato può durare minuti fino a ore, in rari casi giorni e settimane, con decorso fluttuante. Per lo più la sintomatologia si risolve spontaneamente.

Depersonalizzazione - il proprio sé viene percepito come estraneo e irreale:

  • Osservarsi dall’esterno
  • La sensazione di non essere reale
  • Torpore fisico o estraneità rispetto al proprio corpo
  • Percezioni sensoriali alterate (visive, uditive, tattili, olfattive)
  • Bisogni corporei alterati (fame e sete)
  • La sensazione di funzionare come un robot
  • Talvolta descritto come “stordimento”

Derealizzazione - l’ambiente appare irreale:

  • Tutto sembra come in un film o un sogno
  • Luoghi familiari appaiono estranei
  • Le persone sembrano quinte teatrali
  • Percezione distorta del tempo e dello spazio

Frequentemente compaiono manifestazioni concomitanti depressive, fobiche e ossessive. La sindrome di depersonalizzazione isolata colpisce persone giovani, con un’incidenza doppia nelle donne. Il decorso è cronico fino nel 50% dei casi.

Si tratta della perdita temporanea dell’identità personale e della percezione completa dell’ambiente:

  • Attenzione e coscienza limitate solo a uno o due aspetti dell’ambiente
  • Le persone colpite si comportano talvolta come se fossero “dominate” da un’altra personalità
  • Si tratta esclusivamente di stati involontari che interrompono le attività quotidiane
  • Frequentemente con sequenze di movimenti o espressioni ripetitive

Si tratta di crisi pseudoepilettiche con un disturbo temporalmente limitato del controllo delle funzioni motorie, sensoriali, autonome, cognitive, emotive e comportamentali.

Forme:

  • Crisi di svenimento - lento accasciarsi a terra, giacere tranquillo con gli occhi chiusi
  • Crisi di rabbia - esordio drammatico, spesso con vocalizzazioni, movimenti violenti
  • Crisi abreattive - movimenti convulsivi, frequenti disturbi respiratori
  • Stati pseudoepilettici di stato - portano non di rado a trattamenti intensivistici

Circa il 25% delle epilessie resistenti alla terapia sono considerate crisi dissociative non riconosciute.

Per lo più si tratta della perdita parziale o completa della capacità di movimento di una o più parti del corpo:

  • Paralisi completa o parziale
  • Atassia, astasia, abasia
  • Tremore eccessivo di più estremità
  • Aprassia, acinesia
  • Afonia, disfonia, disartria, discinesia

Disturbi dissociativi della sensibilità e della percezione

Sezione intitolata “Disturbi dissociativi della sensibilità e della percezione”
  • Anestesie e parestesie
  • Disturbi visivi come perdita dell’acuità visiva
  • Disturbi uditivi e anosmia

Tipicamente i sintomi non corrispondono alle note strutture anatomiche e ai meccanismi fisiologici.

Si tratta di un quadro clinico estremamente raro e complesso, caratterizzato dal “rispondere a lato”.

Precedentemente denominato “disturbo di personalità multipla”. Il DID rappresenta, accanto all’amnesia dissociativa, alla fuga dissociativa e al disturbo di depersonalizzazione dissociativa, una categoria autonoma nel DSM.

Sintomi principali:

  • Amnesie
  • Esperienze di estraneità
  • Sentire voci nella testa
  • Manifestazione di cambiamenti d’identità (regressione spontanea dell’età, dialoghi verbali o scritti interiori, ritrovamento di cose di cui non si ricorda l’acquisto)

La caratteristica principale è la presenza di almeno due identità parziali distinguibili, che assumono ripetutamente il controllo del comportamento della persona, associate ad amnesie dissociative. Gli Io alternativi vengono percepiti come non appartenenti alla propria personalità.

Sintomi concomitanti frequenti:

  • Impulsi incontrollati e autolesionismo
  • Sintomi d’ansia
  • Abuso di sostanze
  • Disturbi di somatizzazione o alimentari
  • Depressioni gravi, impulsi e tentativi suicidari
  • Forti oscillazioni del livello di funzionamento affettivo e generale
  • Diverse forme di disturbi di personalità (borderline, evitante/insicuro, dipendente)

Epidemiologia: il disturbo viene diagnosticato nelle donne da tre a nove volte più frequentemente che negli uomini. Per lo più vengono formulate tre diagnosi precedenti con una latenza da 6 a 22 anni fino alla diagnosi adeguata.

Fattore scatenante: minaccia eccezionale o evento catastrofico

  • Flashback
  • Ricordi con carattere di presente
  • Sogni ripetitivi
  • Angoscia interiore in situazioni collegate a quella traumatica
  • Torpore emotivo
  • Ottundimento
  • Indifferenza
  • Disturbi dell’addormentamento e del mantenimento del sonno
  • Irritabilità
  • Scoppi di rabbia e panico
  • Difficoltà di concentrazione
  • Aumento della reattività al soprassalto
  • Incapacità parziale o totale di ricordare aspetti importanti del trauma
  • Pensieri suicidari
  • Comportamento autodistruttivo
  • Stati dissociativi
  • Comportamento di evitamento

Le persone colpite sperimentano frequentemente:

  • Angosce atroci derivanti dal pericolo di vita
  • Sensazioni corporee dolorose
  • Senza poter ricordare direttamente l’evento traumatizzante

Questa è una conseguenza della funzione disturbata dell’ippocampo, che impedisce il ricordo episodico.

I ricordi intrusivi possono intensificarsi fino a tormentose ipermenesie:

  • Ricordi non disattivabili
  • Quasi costantemente presenti
  • Facilmente attivabili da trigger

Le persone traumatizzate sperimentano frequentemente un appiattimento generale della loro reattività:

  • Emotivamente ottusi, spenti e privi di risonanza
  • Sensazione di distacco o estraneità
  • Solitudine e vuoto senza fondo
  • La sensazione di avere un futuro limitato

Modificazione duratura della personalità dopo stress estremo (ICD-10 F62.0)

Sezione intitolata “Modificazione duratura della personalità dopo stress estremo (ICD-10 F62.0)”

Un disturbo da stress post-traumatico (F43.1) può aver preceduto questa forma.

Fattore scatenante: stress estremo con minaccia per la vita

Sintomi:

  • Sentimenti di disperazione e/o vuoto
  • Nervosismo
  • Sentimenti di minaccia
  • Comportamento autodistruttivo (eccessi alcolici, uso di sostanze psicotrope, autolesionismo manifesto)
  • Abbuffate
  • Sentimenti di estraneità
  • Atteggiamento diffidente o ostile verso il mondo esterno
  • Ritiro sociale
  • Limitazione della funzionalità sociale

La riattivazione di ricordi traumatici può avvenire attraverso molteplici stimoli:

  • Rumori - determinati suoni o voci
  • Odori - profumo, sudore, determinati aromi
  • Somiglianze con gli aggressori - voci, gesti, aspetto
  • Luoghi - determinati ambienti o contesti
  • Stagioni - anniversari del trauma
  • Contatti fisici - determinati tipi di contatto

Il corpo ricorda l’esperienza vissuta, senza bisogno di parole o comprensione:

  • Pressione sul petto
  • Conati di vomito
  • Asma, iperventilazione
  • Tosse
  • Sensazione di nodo alla gola
  • Disgusto insopportabile
  • Disturbi del basso ventre
  • Disturbi del ciclo
  • Disturbi sessuali
  • Talvolta completa anestesia del basso ventre
  • Sindromi dolorose croniche (spesso testa e schiena)
  • Paralisi psicogene
  • Disturbi di somatizzazione

Nel disturbo borderline i meccanismi dissociativi giocano un ruolo centrale. La personalità borderline dissocia in determinate situazioni - in particolare in situazioni che rappresentano per la psiche un carico enorme e non più sopportabile, o in cui il cervello permetterebbe di ricordare esperienze traumatiche.

Il borderline non passa, come nel DID, a un’altra persona, bensì va in un altro mondo interiore - si potrebbe anche dire “abbandona sé stesso”. Tuttavia entrambi hanno qualcosa in comune: il comportamento può - per motivi a noi non evidenti - cambiare improvvisamente da un minuto all’altro, come se fosse una persona completamente diversa.

La coscienza si ritira per sfuggire alle emozioni negative travolgenti.

Le persone colpite devono scindere tra oggetti “buoni” e “cattivi”:

  • Esiste solo il bianco o il nero
  • I sentimenti vengono spesso scissi
  • Frequentemente solo la grande rabbia ottiene spazio
  • Ciò serve alla difesa dalla vicinanza e dalla relazione

Le persone con disturbo borderline hanno:

  • Grandi problemi nella gestione delle relazioni
  • Mai conosciuto relazioni buone e stabili
  • Difficoltà a regolare le emozioni
  • Nessuna chiara immagine identitaria a causa dei loro frammenti dell’Io (non si tratta di un disturbo dell’identità)

Molti specialisti discutono sulla possibilità di raggruppare il disturbo dissociativo dell’identità (DID), il disturbo di personalità multipla e il disturbo borderline insieme al disturbo da stress post-traumatico sotto il termine “disturbo da gravi esperienze di stress”. Ciò è dovuto al fatto che sia il DID che il borderline sono difficili da diagnosticare e alcuni specialisti ritengono che la realtà di queste persone venga descritta nelle diagnosi attuali solo per due terzi.

Attraverso l’inondazione con reazioni fisiologiche complesse allo stress e disturbi nel sistema dei neurotrasmettitori nel cervello vengono indotti sintomi post-traumatici e dissociativi.

  • Un legame sicuro e un oggetto primario empatico protegge, attraverso l’innalzamento della soglia dello stress, l’ippocampo e la corteccia orbitale prefrontale dai danni causati dagli ormoni dello stress noradrenalina/dopamina e glucocorticoidi

  • Ripetute esperienze di stress nell’infanzia danneggiano (attraverso l’elevato livello di glucocorticoidi) sia l’ippocampo con perdite nella memoria dichiarativa sia (attraverso l’elevato livello di dopamina/noradrenalina) la corteccia orbitale prefrontale

  • Il disturbo dell’ippocampo peggiora la memoria a breve termine e porta, attraverso l’alterato collegamento dinamico-associativo dei contenuti esperienziali, alle dissociazioni

  • La disfunzione della corteccia orbitale prefrontale disturba in modo persistente il coping cognitivo dello stress (gestione, pianificazione dell’azione e organizzazione, inibizione delle risposte inadeguate)

I bambini con stile di attaccamento disorganizzato presentano episodi aumentati di stati di tipo trance.

Non si tratta di quadri clinici nuovi. Tra il 1840 e il 1880 il tema della personalità scissa era uno dei temi più frequentemente discussi da psichiatri e filosofi.

Pierre Janet (1859-1947), lo psichiatra francese, introdusse il concetto di dissociazione come disintegrazione e frammentazione della coscienza nel mondo specialistico. Come fattore scatenante più importante nominò (1889) traumi realmente vissuti, che portano a un disturbo della funzione dell’Io, dell’integrazione e alle cosiddette “idées fixes”.

Morton Prince pose il concetto di dissociazione di Janet alla base dei suoi lavori, nei quali descrisse correlazioni tra esperienze traumatiche precoci e disturbo dissociativo dell’identità. Lo chiamò “personalità alternante” e introdusse il termine “co-coscienza”.

Sigmund Freud sviluppò parallelamente i suoi modelli pulsionali e fornì un modello di comprensione per i disturbi isterici.

I disturbi dissociativi come conseguenza della traumatizzazione richiedono un trattamento traumaterapeutico specializzato.

Nell’amnesia dissociativa:

  • In caso di presentazione isolata: psicoterapia psicodinamica a breve termine
  • In caso di combinazioni con altri disturbi dissociativi: psicoterapia psicodinamica a lungo termine, eventualmente integrata da specifiche confrontazioni con il trauma

Nel disturbo dissociativo dell’identità: Le linee guida di trattamento prevedono una psicoterapia ambulatoriale individuale ad alta frequenza con approcci psicodinamici e cognitivo-comportamentali (oltre che ipnoterapeutici e familiari). La durata della terapia si estende da quattro a otto anni.

Fase 1: Stabilizzazione

  • Costruzione di una relazione terapeutica solida e fiduciosa
  • Alleanza terapeutica con tutte le identità parziali
  • Chiarimento e stabilizzazione della situazione di vita attuale
  • Lavoro sulle risorse personali
  • “Mapping” - esplorazione dei sistemi di personalità individuali

Fase 2: Promozione della comunicazione

  • Gli Io alternativi finora reciprocamente amnesici si incontrano
  • Stabiliscono il contatto, si conoscono
  • Vengono tentate le prime cooperazioni

Fase 3: Elaborazione del trauma e integrazione

  • Evocazione controllata dei ricordi traumatici (sintesi del trauma)
  • Ricostruzione delle esperienze traumatiche
  • Esposizione controllata in un setting altamente strutturato
  • Diverse tecniche (schermo, osservatore, EMDR)

Fase 4: Psicoterapia post-integrativa

  • Lavoro di lutto sull’infanzia perduta e le ferite subite
  • Costruzione di nuove strategie di gestione
  • Riorientamento nel vivere, reagire e nel comportamento sociale

Obiettivo principale: I pazienti devono sviluppare un senso di un sé unitario e funzionale nella vita quotidiana fino a un’integrazione costante di tutte le identità parziali nella personalità complessiva.

Obiettivo minimo: Una cooperazione ampia di tutti gli Io alternativi nella coscienza diurna senza amnesie, con controllo consapevole del paziente sulle singole parti e senza scissione o rifiuto delle singole parti.

Nello stupor dissociativo acuto le persone colpite vengono:

  1. Salutate con tono neutrale
  2. Si verifica l’orientamento spaziale, temporale e situazionale
  3. Invitate a respirare con calma e a contare da uno a cinque al ritmo dei secondi durante l’inspirazione e l’espirazione
  4. Molto intensamente invitate a stabilire il contatto visivo e a tornare nella situazione del qui e ora
  5. Dopo l’annuncio, la persona colpita può essere toccata all’avambraccio