Trattamento dell'ADHD
Principi fondamentali del trattamento
Sezione intitolata “Principi fondamentali del trattamento”La terapia dell’ADHD nell’età adulta si compone di diversi elementi:
- Trattamento farmacologico
- Informazione sul quadro clinico (psicoeducazione)
- Interventi psicoterapeutici
Quando è necessario un trattamento?
Sezione intitolata “Quando è necessario un trattamento?”Dalla diagnosi di ADHD non deriva automaticamente la necessità di un trattamento.
Un trattamento è raccomandato quando, dopo un esame completo:
- Sussistono sintomi clinicamente rilevanti chiaramente causati dall’ADHD
- Sono presenti disturbi marcati in almeno un ambito della vita
- O disturbi meno marcati in più ambiti della vita
Approccio terapeutico multimodale
Sezione intitolata “Approccio terapeutico multimodale”In generale si raccomanda un approccio terapeutico multimodale:
- Trattamento farmacologico
- Trattamento psicoterapeutico
- Interventi psicoeducativi (soprattutto per i genitori nel caso dei bambini)
Risultati della ricerca
Sezione intitolata “Risultati della ricerca”Studi del National Institute of Mental Health dimostrano:
- I farmaci sono significativamente più efficaci dei soli interventi comportamentali
- Dopo la sospensione della farmacoterapia, parte dell’effetto va perduto
- Con la terapia comportamentale questa perdita è minore
- Tuttavia, grazie al maggiore effetto iniziale, rimane una maggiore efficacia
- Controlli medici regolari (mensili) sono superiori al solo trattamento farmacologico con controlli sporadici
Trattamento farmacologico
Sezione intitolata “Trattamento farmacologico”Stimolanti
Sezione intitolata “Stimolanti”I farmaci più importanti per l’ADHD:
| Principio attivo | Nome commerciale | Emivita | Dosaggio/giorno | Somministrazioni |
|---|---|---|---|---|
| Metilfenidato | Ritalin (10mg) | 2,5 ore | 10-40 mg | 1-3 |
| D-L-Anfetamina | Sciroppo di anfetamina | 5-8 ore | 5-20 mg | 1-3 |
| Fenetillina | Captagon (50mg) | 5-8 ore | 12,5-100 mg | 1-2 |
Meccanismo d’azione
Sezione intitolata “Meccanismo d’azione”Metilfenidato e anfetamina aumentano la dopamina extracellulare disponibile nello striato e nelle aree corticali:
- Metilfenidato: Blocca i trasportatori della dopamina
- Anfetamina: Promuove il rilascio di dopamina dalle terminazioni nervose
Rischio di dipendenza
Sezione intitolata “Rischio di dipendenza”Guida di veicoli
Sezione intitolata “Guida di veicoli”Secondo le ricerche disponibili, la somministrazione di metilfenidato a rilascio prolungato durante la guida è sicura e favorisce la concentrazione nelle persone con ADHD, riducendo gli errori dovuti a disattenzione.
Effetti collaterali e rischi
Sezione intitolata “Effetti collaterali e rischi”- Possono essere scatenate psicosi (soprattutto con familiarità)
- Ipertensione
- Patologie cardiovascolari
- Lieve riduzione della crescita nei bambini
Psicoterapia
Sezione intitolata “Psicoterapia”Terapia comportamentale
Sezione intitolata “Terapia comportamentale”Un utile complemento al trattamento farmacologico, poiché nell’ADHD il miglioramento dell’auto-organizzazione rappresenta un obiettivo terapeutico essenziale.
In caso di rifiuto dei farmaci
Sezione intitolata “In caso di rifiuto dei farmaci”Se un paziente rifiuta la terapia farmacologica:
- Far intraprendere prima interventi psicoterapeutici
- A causa della grave problematica dell’autostima, ciò può essere sensato
- Se i sintomi non regrediscono in modo soddisfacente (cosa probabile):
- Proposta di un tentativo farmacologico probatorio
Conseguenze della mancata terapia
Sezione intitolata “Conseguenze della mancata terapia”Trattamento delle patologie concomitanti
Sezione intitolata “Trattamento delle patologie concomitanti”I disturbi comorbidi, che nell’ADHD in età adulta hanno grande rilevanza, dovrebbero essere considerati nella pianificazione del trattamento:
- Depressioni
- Disturbi d’ansia
- Abuso di sostanze
- Disturbi di personalità
Situazione in Germania
Sezione intitolata “Situazione in Germania”- Il metilfenidato è soggetto alla legge sugli stupefacenti
- Negli USA il trattamento per bambini e adulti è notevolmente più semplice
- Lì anche le paure verso questi farmaci sono minori
Per gli adulti
Sezione intitolata “Per gli adulti”Il trattamento con stimolanti nei bambini è stato descritto già nel 1937, le prime segnalazioni di questa terapia negli adulti risalgono a 10 anni dopo - con buon e rapido miglioramento sotto terapia a lungo termine.
Trattamenti non efficaci
Sezione intitolata “Trattamenti non efficaci”Ulteriori metodi non comprovati
Sezione intitolata “Ulteriori metodi non comprovati”- L’efficacia della terapia non direttiva o psicodinamica come trattamento esclusivo della sintomatologia ipercinetica di base non è dimostrata
- L’efficacia della mototerapia, fisioterapia, psicomotricità ed ergoterapia come trattamento esclusivo non è dimostrata
- L’efficacia delle tecniche di rilassamento (incluso il training autogeno) non è sufficientemente dimostrata
Ereditarietà dell’ADHD
Sezione intitolata “Ereditarietà dell’ADHD”Studi familiari
Sezione intitolata “Studi familiari”- Nelle famiglie dei soggetti colpiti si trovano 17-41% di persone colpite
- Nelle famiglie di controllo: 0-8%
- ADHD nei padri dei soggetti colpiti: 15-44%
- ADHD nelle madri dei soggetti colpiti: 4-38%
Studi sui gemelli
Sezione intitolata “Studi sui gemelli”- Gemelli monozigoti: Concordanza 51-79%
- Gemelli dizigoti: Concordanza 33%
- L’ereditarietà è stimata al 64-88%
- Con dislessia concomitante: ereditarietà fino al 98%
Studi sull’adozione
Sezione intitolata “Studi sull’adozione”Il rischio dipende dal fatto che i genitori biologici fossero colpiti dal disturbo - non i genitori adottivi.
Tipo di ereditarietà
Sezione intitolata “Tipo di ereditarietà”Si tratta di una malattia a condizionamento multifattoriale, della quale non è responsabile un singolo gene. Alcuni studi indicano un’ereditarietà autosomica dominante a penetranza incompleta.
Riscontri nella struttura cerebrale
Sezione intitolata “Riscontri nella struttura cerebrale”Studi strutturali del cervello hanno mostrato:
- Lieve riduzione della sostanza cerebrale totale
- Volume ridotto nel lobo frontale destro e nel nucleo caudato
- Alterazioni nella corteccia prefrontale dorsale bilateralmente
- Ridotta sostanza grigia nella corteccia temporale anteriore
Queste aree fanno parte di una corteccia associativa che serve all’attenzione, al controllo del comportamento e al controllo degli impulsi.
Nell’ADHD si verifica un’elaborazione anomala delle percezioni nelle reti attentive del cervello con una specifica disfunzione nei circuiti regolatori striatali.